Alphabet: progetto di scrittura per una danza possibile

Alphabet: Mappa traiettorie per una danza possibile

coreografia: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Sissj Bassani, Rhuena Bracci, Marco Maretti and guests
suono: Roberto Rettura

prodotto da: Nanou Ass. Cult.
co-prodotto da: TeatroLaCucina – Olinda, Ex-Ospedale psichiatrico Paolo Pini, Scenario Pubblico, NaoCrea
con il sostegno di: Cantieri, Europateatri, Teatro Comunale di Vicenza

La ricerca coreografica di gruppo nanou è nata dall’unione di diversi strumenti compositivi che trovano la loro sintesi nel concetto di tecnica di montaggio cinematografico, inteso come identità compositiva. Una metodologia agerarchica fra i linguaggi della scena che individua la relazione fra corpo, suono, luce e spazio come materia complessa, indissolubilmente intrecciata al suo interno.
Con Alphabet, gruppo nanou si apre al dialogo per approfondire la sua ricerca e determinare la sua efficacia attivando un processo di ricerca pluriennale.
Il dialogo è necessariamente un confronto. Il confronto possibile che individuiamo è la condivisione di una metodologia di pratica e composizione aperta a chi non necessariamente frequenta l’attività coreutica, ma che è interessato a misurarsi con essa.

La ricerca coreografica di gruppo nanou si è sempre sviluppata su più livelli di azione e di pensiero per offrire molteplici varchi di accesso all’opera.
I livelli si possono grossolanamente dividere in due categorie:
• il dispositivo per la generazione di materiali coreografici
• il dispositivo che determina la sintesi spettacolare.
Per la generazione dei materiali, il metodo ragiona su delle indicazioni private interne alla compagnia che determinano la costruzione del corpo del danzatore e la relazione tra i linguaggi scenici che insieme si assumono dei compiti coreografici alla ricerca di un incidente creativo. Queste indicazioni innescano la relazione tra in linguaggi scenici, il legame intimo che definisce la qualità degli avvenimenti.
La sintesi spettacolare è la strategia di rendimento della materia coreografica che comporta anche la disposizione del pubblico per comprendere il tipo di fruizione, orchestrazione dell’immagine, andamento dell’azione, successione degli eventi, ecc.
Con questo procedimento si determinano piani di lettura diversi: da quello coreografico a quello immaginifico, da quello relazionale tra i linguaggi all’originalità della creazione di un corpo peculiare, da quello musicale a quello architettonico, da quello filosofico a quello materico.
I livelli sono sempre stati sovrapposti per raggiungere una sintesi linguistica poiché la loro ragione di esistere, le loro relazioni, si avvicinassero ad un “flusso di coscienza” che rendesse il dettaglio sempre parte di un’opera organica, perché il dettaglio fosse un veicolo di passaggio al piano di lavoro successivo.

Con il progetto Alphabet si evidenziano gli elementi della complessità per renderla leggibile e dialogica.
Esporre dialetticamente, svelare il processo creativo / compositivo smantellando strato per strato, raggiungendo la ragione profonda di una scelta di associazione e di relazione che interviene costantemente nella composizione scenica e porsi nel dialogo e nel confronto.

Su Edel, Alphabet: lo spazio che desidero

Marco Valerio Amico , Edel

Lo spazio è la materia che il danzatore modifica con la sua azione, essendone completamente immerso. Al contempo, lo spazio è luogo, disegno, architettura.

May Days porta sul palco l’Alphabet della danza

Nicolà Barbuti, ParmAteneo

Chiamare spettacolo quello di sabato però non è interamente esatto. Non perché non lo fosse in sostanza, ma perché pare a tratti riduttivo. Si è trattato di qualcosa di più[…] Sottotitolo, quanto mai azzeccato: “Sguardi e dialogo tra coreografi, danzatori, critici d’arte, studenti, dottorandi, studiosi”.

Manifesto per una danza possibile

Marco Valerio Amico, Artribune

Marco Valerio Amico, direttore artistico di gruppo nanou, traccia le linee di un manifesto dedicato alla danza contemporanea, in un momento in cui il numero delle compagnie è sempre più esiguo. Il corpo, lo spazio e il tempo fanno da cornice a un decalogo in ordine sparso.