Lo sguardo di Michela Di Savino al festival Danae

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Michela Di Savino

Al Danae festival, Michela Di Savino fotografa lo spettacolo di gruppo nanou We want Miles, in a silent way al teatro Out Off di Milano.

progetto: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci, Marco Maretti
coreografie: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
dispositivo scenico e colori: Marco Valerio Amico, Daniele Torcellini
luci: Fabio Sajiz, Marco Valerio Amico
suono: Roberto Rettura
percussioni dal vivo: Bruno Dorella
con: Carolina Amoretti, Marina Bertoni, Rhuena Bracci, Marco Maretti

produzione: Ravenna Festival, Nanou Ass. Cult.
con il sostegno di: La MaMa Umbria International, Città di Ebla/Ipercorpo, E Production, Ravenna Ballet Studio
con il contributo di: MIBAC, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna

L’omaggio al Jazz di Nanou

Vincenzo Sardelli, Krapp's last post

In questo lavoro emerge la matrice Bauhaus della compagnia: l’apertura interdisciplinare, il continuo stimolo ad abolire la separazione tradizionale tra generi e materie artistiche. Nessuna rigidità, molta vitalità, qualche improvvisazione. Il concerto è vissuto dall’esterno e contemplato dall’interno. Fino al tripudio finale di gesto, colore e movimento, all’ingresso in scena della tromba di Davis.

Stratagemmi: We want Miles, in a silent way

Francesca Serrazanetti, STRATAGEMMI - prospettive teatrali

Il contesto “minimalista” di questi riferimenti entra in dialogo con il metodo compositivo di Nanou, ricordandoci come i segni evidenti mettano in moto riflessioni e stratificazioni di complessità. Il sovrapporsi delle informazioni, in We want Miles, vive dell’equilibrio tra le necessità coreografiche (guidate da Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci), la costruzione dello spazio attraverso il colore e la ricerca musicale, nel suono di Roberto Rettura e nelle percussioni dal vivo di Bruno Dorella. Le autorialità delle diverse “parti” sembrano incontrarsi senza che nessun elemento sia dominato da un altro.

We want Miles e l’attraversamento jazz di gruppo nanou

Renzo Francabandera, PAC - PaneAcquaCulture

[…]ci troviamo di fronte ad un’estetica che ha una sua leggibilità molto nitida all’interno del panorama nazionale, sia del physical theatre che della danza.
We want Miles ha un suo ritmo interno, una sua viva e voluta sporcizia di segni fisici contrapposti alla rigida scansione formale in cui vengono accolti: geometrie nitide e proprio per questo superate dal gesto scenico, all’interno del quale non si può non segnalare l’azione calamitante per lo sguardo di Carolina Amoretti. […]

Allegoria davisiana per batteria, corpi e movimenti

Gabriele Rizza, Il Manifesto

A teatro. Il gruppo nanou porta in scena lo spettacolo «We want Miles – In a silent way»

Bene ha fatto il gruppo nanou, gruppo contemporaneo fra i più freschi della scena italiana, a intrecciare in We want Miles, in a silent way, corpi, colori, movimenti, entrate e uscite dei danzatori con l’avvincente crepitio delle percussioni di Bruno Dorella, nel suo originale omaggio al musicista di Alton, approdato (dopo il debutto a New York e il passaggio a Ravenna) a Milano per Danae Festival


gruppo nanou