Conversazione per Arsura sotto lo sguardo di Gianluca Naphtalina Camporesi

 

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Gianluca Naphtalina Camporesi

Lo sguardo fotografico di Gianluca Naphtalina Camporesi sulla giornata del 25 settembre 2020 al festival Ipercorpo, in cui Nanou ha aperto le prove ai dispositivi coreografici che stanno determinando la creazione del prossimo lavoro, Arsura. Un percorso lungo un giorno di prove ed errori, confronti, chiacchiere che culmina con la messa in scena di un prototipo. L’immaginario scatenato partendo dai meccanismi corporei, passando per le dinamiche dello spazio e aggiungendo, nel tempo, i segni visivi che caratterizzano il linguaggio della compagnia.
Un taccuino che annota le strategie creative per approdare a una composizione rivelata con il calar del sole.

“Assumiamo la danza oggi come pratica proibita, sia per la sua natura aggregativa e dal vivo, sia per l’azzardo continuo di relazione fisica ed epidermica che essa porta naturalmente con sé.
Dimentichiamoci della danza come “prodotto” per ridiscuterla.
Apriamo le porte, rendiamo visibile l’intimità della creazione, l’approccio a una coreografia che deve ancora farsi. L’indagine coreografica si lascia attraversare.
Non è designato un luogo per il pubblico. Tutto lo spazio è agibile.
Guardiamo al passato per immaginare un futuro.
All’ingresso è collocato un bar.”

Appunti coreografici:

Lo spazio è vasto.
La vastità risiede nella scelta di incontrare un deserto che si lascia guardare.
Non un deserto drammatizzato, né enfatizzato, ma semplicemente abitato.
Il punto di vista suggerito è sempre un campo lunghissimo.
La danza assume caratteri cubisti, i gesti perdono ogni traccia di naturalismo per trasformarsi in una coreografia astratta, il cui significato è nel desiderio di colmare o conquistare la distanza tra lo sguardo (dello spettatore) e i corpi in azione.
L’unica cosa certa sono le immagini prodotte dai corpi e immediatamente polverizzate nell’astrazione.
La danza considera tutte le traiettorie possibili trasformando pesi e forze in materia che si riverbera fino all’epidermide dello sguardo.
L’azione coreutica è una continua ricerca della tensione relazionale fra gli elementi in campo.

progetto: gruppo nanou
coreografia: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Marina Bertoni, Rhuena Bracci, Marco Maretti

prodotto da: Nanou Associazione Culturale
con il contributo di: Mibact, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna.