Workshop: simbiosi collettiva di processi creativi

Vittorio Fiore, STRATAGEMMI - prospettive teatrali
Si elaborano “storie labili” in compagnia di altre persone, condividendone le pratiche e i linguaggi, consentendo al danzatore la scoperta di diversi approcci e possibilità di approfondire la preparazione atletica, l’opportunità di offrirsi come autore e, nel rispetto dell’autonomia, lo stimolo a scoprire le proprie qualità arricchite nel patrimonio. Obiettivo dunque è il perfezionarsi, trovando nel lavoro collettivo i termini dell’”esattezza”, in territori diversi dalla solitudine, passando ad una fase di verifica del proprio linguaggio, da un regime di “efficienza” ad uno di “efficacia”, come sostiene nanou.

Nanou e Miles Davis, tutta la potenza primordiale del linguaggio coreutico

Alessandro Fogli, Corriere Romagna
“We want Miles, in a silent way” è un lavoro riuscitissimo, che raccoglie in sé ogni potenzialità futura di linguaggio coreografico: ha in sé qualcosa della potenza primordiale; qualcosa che aggrega visibile e invisibile.

Doppiozero – Scatole cinesi: Scabia, Garbuggino / Ventriglia, gruppo nanou

Massimo Marino, Doppiozero
Le scatole cinesi qui sono estrarre dalla musica di Miles Davis strutture di incontri tra cellule e elementi sonori diversi, nei suoi standard rimessi in vita dall’improvvisazione, dai timbri, dalle dinamiche e dai colori strumentali, e farne elementi per la danza, tre corpi femminili che si muovono in assolo, in duo, in trio, si intrecciano, si contraggono e si distendono, si rispecchiano in un’altra figura, maschile, che spesso entra e guarda immobile, per poi trovare l’onda del movimento tra schizzi di luce che la rendono fosforescente, pop, mentre in scena compaiono ombre come doppi, riverberi dei corpi in movimento.

Danzando sui ritmi di Miles Davis. Intervista a gruppo nanou

Chiara Pirri, Artribune
Reduci dal debutto allo storico La MaMa Theater di New York ad aprile, gruppo nanou arriva con il suo ultimo spettacolo, We want Miles in a silent way, al festival di Ravenna per una nuova replica il 26 giugno al Teatro Alighieri. In questo nuovo spettacolo la compagnia ravennate mette la danza a confronto con il jazz di Miles Davis ‒ la sua struttura più che le sue note ‒, condividendo con la stella del jazz “uno stesso senso di instabilità”. Il lavoro su luci e colori, portato avanti dalla compagnia con Daniele Torcellini, esperto di cromatologia, giunge qui a un nuovo approdo. Abbiamo parlato di questa nuova ricerca con Marco Valerio Amico, direttore artistico e coreografo (con Rhuena Bracci) della compagnia.

We want Miles, in a silent way – teaser video


gruppo nanou