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Mappe

© Ilaria Costanzo

La performance Mappe presentata a Contemporanea Festival – Prato, fotografata da Ilaria Costanzo.
Dal progetto Alphabet, Mappe è un punto di resa del processo di ricerca coreografica di gruppo nanou.

“Questo esperimento tenta di afferrare un’evidenza nella composizione coreografica e nella ragione per cui i corpi (anche sonori e luminosi) si muovono nello spazio e generano attività.
L’evidenza non ha niente a che fare con la didascalia. L’evidenza per come è qui intesa è la capacità di togliere interrogativi cercando quella ragione che non pone domande seppur non esattamente decifrabile.
Un esempio che spesso riporto è l’incanto che pone l’osservazione delle stelle. Non sono un fisico, non posso decifrare la ragione esatta del perché il cielo sia così composto e così in movimento. Eppure lo leggo, per la sua meraviglia e per la sua esattezza.
Così desidero leggere la coreografia che, seppur misteriosa, si fa evidente per le sue ragioni che risiedono in un dispositivo severo capace di generare spazi.
Il rapporto con lo sguardo è di verifica. Il rapporto con la mappa è di evidenza. “

Marco Valerio Amico

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Neverwhere [prototipo]: habitat per luci, corpi e occhi

© gruppo nanou

Alcuni scatti fotografici dalla residenza coreografica per il progetto Neverwhere [prototipo], progetto vincitore del bando “della morte e del morire, prodotta da Associazione Culturale Dello Scompiglio, con il sostegno di E-production.

progetto: gruppo nanou e Daniele Torcellini
coreografia: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Rhuena Bracci, Enrica Linlaud, Marco Maretti
suoni: Roberto Rettura
disegno luci: Fabio Sajiz, Marco Valerio Amico
colori: Daniele Torcellini

progetto vincitore del bando”della morte e del morire”
prodotto da: Nanou Ass. Cult., Dello Scompiglio
con il sostegno di: E-production
con il contributo di: MIBACT, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna

Neverwhere: gruppo nanou e Daniele Torcellini presentano a Ravenna un prototipo installativo – coreografico, tappa necessaria per la realizzazione del lavoro che vedrà luce nel 2019.
Progetto vincitore del bando “della morte e del morire“.
Residenza prodotta dalla Associazione Culturale Dello Scompiglio, con il sostegno di E-production

Neverwhere è uno spazio perpetuamente abitato in cui lo spettatore viene invitato ad entrare e a contemplare. Lo spettatore non sarà condotto dal suo Virgilio, lo spazio stesso è la via designata.
Neverwhere non ha inizio e non ha fine. La durata dell’evento sarà di tre ore in cui lo spettatore / ospite potrà entrare e uscire a piacimento.
Il colore della luce agirà come cambiamento continuo percettivo, come percorso lisergico, dunque rituale, per generare un continuo spaesamento dell’ospite, che affidandosi al proprio sguardo potrà scegliere cosa guardare, da quale angolazione, per quanto tempo e fin dove inoltrarsi.
Luce e colore innescano il dispositivo con cui articolare uno spazio tridimensionale in dialogo con l’attività performativa. Luci e colori che cambiano nel tempo determinano uno spazio – instabile – che cambia nel tempo. Il dispositivo scenico e dei costumi, per mezzo di materiali fortemente connotati cromaticamente, illuminati da luci Led RGB cangianti, vuole enfatizzare l’instabilità percettiva perché sia i danzatori, sia il publico coinvolto, perdano il senso del confine tra ciò che è e ciò che appare.

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Giulia Ferrando, Il colore si fa spazio a Ipercorpo Festival

© Giulia Ferrando

La performance di gruppo nanou e Daniele Torcellini fotografata da Giulia Ferrando negli spazi di Ex ATR a Forlì.
Il colore si fa spazio, esperimento site specific, realizzato per il Festival Ipercorpo di Forlì.
Cinque giorni di dialogo con architetti e designer per attivare un confronto creativo sullo spazio pubblico e performativo.

progetto: gruppo nanou + Daniele Torcellini
coreografie: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Marina Bertoni, Rhuena Bracci, Marco Maretti
suoni: Roberto Rettura
luci: Marco Valerio Amico + Daniele Torcellini
colori: Daniele Torcellini

prodotto da: Nanou Ass. Cult.
co-prodotto da: Città di Ebla
con il sostegno di: Cantieri Danza, E-production
con il contributo di: MIBACT, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondo per la danza d’autore della Regione Emilia Romagna 2017/2018

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Giulia Ferrando, Il colore si fa spazio – Rehearsal a Ipercorpo Festival

© Giulia Ferrando

La performance di gruppo nanou e Daniele Torcellini fotografata da Giulia Ferrando durante le prove coreografiche.
Il colore si fa spazio, esperimento site specific, realizzato per il Festival Ipercorpo di Forlì.
Cinque giorni di dialogo con architetti e designer per attivare un confronto creativo sullo spazio pubblico e performativo.

progetto: gruppo nanou + Daniele Torcellini
coreografie: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Marina Bertoni, Rhuena Bracci, Marco Maretti
suoni: Roberto Rettura
luci: Marco Valerio Amico + Daniele Torcellini
colori: Daniele Torcellini

prodotto da: Nanou Ass. Cult.
co-prodotto da: Città di Ebla
con il sostegno di: Cantieri Danza, E-production
con il contributo di: MIBACT, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondo per la danza d’autore della Regione Emilia Romagna 2017/2018

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Mappe sotto lo sguardo del giovanissimo Michele Bravetti

© Michele Bravetti

Il giovanissimo fotografo Michele Bravetti, fotografa Mappe, ultimo dispositivo coreografico di gruppo nanou, presentato per La MaMa Spoleto Open 2018

Mappe
coreografia: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Gloria Dorliguzzo
suono: Roberto Rettura

prodotto da: Nanou Ass. Cult.
co-prodotto da: NaoCrea / DidStudio
con il contributo di: MIBACT, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondo per la Danza d’Autore della Regione Emilia-Romagna 2017/2018
con il sostegno di: Cantieri Danza

Lo spazio è una mappa che il danzatore deve rispettare per ottenere quel limite capace di verificare l’evidenza della scelta, sottolineandone i percorsi che intraprende.
La Mappa è intesa come aerea e come traiettoria.
E’ importante differenziare le due pratiche.
La mappa è un’evidenza che permette la lettura di ciò che l’azione coreutica sta svolgendo.
Compito della coreografia è evidenziare il limite per trovare le vie di fuga, per afferrarne l’incidente creativo.
La coreografia è costantemente centrifuga.
L’azione è perennemente transitiva.
La relazione coreografica tra i corpi prevede sempre tutto lo spazio.
Non esistono assoli, duetti, terzetti…
è sempre una coreografia per corpi che agiscono in uno spazio vasto e determinano alleanze.
Il rapporto di distanza e di traiettorie è nell’innesco percettivo del campo che il corpo è in grado di generare e rilanciare.
Il corpo si pone in una dimensione quadridimensionale.
L’azione si rapporta alle aree geometriche disfandole per la sua caratteristica figurale implicita, poiché non lavora per un disegno ma si impiega come forza di spostamento.
Il tempo diventa necessariamente spazio poiché è tempo di riverbero dell’azione.
L’azione è alla sua massima ampiezza poiché sempre oltre se stessa.
L’azione è un continuo riscrivere gli sbilanciamenti dello spazio.
L’azione si relaziona all’area proiettandola ortogonalmente ponendosi sempre oltre il proprio asse di equilibrio.
Lo sguardo deve fagocitare più spazio possibile, non c’é tempo per battere le palpebre.
La coreografia nasce perché genera e svela spazio.
Il disegno dello spazio è lo strumento per evidenziare e chiarire l’attività coreografica.

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Il colore si fa spazio sotto lo sguardo di Gianluca Naphtalina Camporesi

© Gianluca Naphtalina Camporesi

Lo sguardo del fotografo Gianluca Naphtalina Camporesi sull’esperimento coreografico “Il colore si fa spazio” portato da gruppo nanou insieme a Daniele Torcellini al festival Ipercorpo – Il padre.
Un evento unico, site-specific, elaborato con il coinvolgimento di un gruppo di architetti che hanno affiancato la costruzione del lavoro. Un omaggio al festival e all’uso degli spazi urbani.

progetto: gruppo nanou + Daniele Torcellini

coreografie: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Marina Bertoni, Rhuena Bracci, Marco Maretti
suoni: Roberto Rettura
luci: Marco Valerio Amico + Daniele Torcellini
colori: Daniele Torcellini

prodotto da: Nanou Ass. Cult.
co-prodotto da: Città di Ebla
con il sostegno di: Cantieri Danza, E-production
con il contributo di: MIBACT, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondo per la danza d’autore della Regione Emilia Romagna 2017/2018

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Il colore si fa spazio sotto lo sguardo di Daniele Casadio

© Daniele Casadio

Il colore si fa spazio sotto lo sguardo di Daniele Casadio

progetto di: gruppo nanou e Daniele Torcellini
coreografie: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Sissj Bassani, Rhuena Bracci, Marco Maretti
special guest: Daniele Albanese
suono: Roberto Rettura
luci: Marco Valerio Amico
colori: Daniele Torcellini

“Luce e colore sono gli strumenti che scegliamo per articolare uno spazio tridimensionale entro cui collocare l’attività performativa.
Luci, colori e corpi che cambiano nel tempo determinano uno spazio instabile.
Le dinamiche relazionali tra luce, colore, spazio e corpi si pongono in un continuo processo di definizione, alterazione, perdita e ricostruzione di assetti, entro un paradigma di instabilità permanente per la affermazione di un continuo spaesamento.”

Le immagini sono state realizzate ad Ardis Hall / E-production durante una settimana di lavoro e ricerca tra il 12 e il 17 febbraio 2018. Il percorso coreografico, si è avvalso della partecipazione esterna di Daniele Albanese che per contaminazione ha aiutato l’analisi del processo creativo.
Il percorso fa parte del progetto Alphabet.

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Mappe – foto di Giulia Ferrando

© Giulia Ferrando

Le foto di Giulia Ferrando ritraggono, con occhio attento, le prove coreografiche per “Mappe”, tappa del progetto di scrittura per una danza possibile, Alphabet, di gruppo nanou.
Il contesto: gli spazi di DiDStudio/Ariella Vidach, in preparazione all’evento esposto durante il Nao Performing Festival.
Tre danzatrici: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Gloria Dorliguzzo, condotte da Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci.

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Xebeche [csèbece]

© Daniele Casadio
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Baby Doe

© Federico Ridolfi
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John Doe

© InFlux | Federico Fiori, Francesca Lenzi
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Camera 208

© Federico Ridolfi
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1914

© Fabrizio Zani - Claudio Casadio
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namoro

© Laura Arlotti
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