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Il colore si fa spazio: relazione di Marco Valerio Amico e Daniele Torcellini

Marco Valerio Amico - Daniele Torcellini, Lumière Matière
17 Marzo 2020 > 18 Marzo 2020
Teatro Comunale Laura Betti, Casalecchio di Reno (BO)

Alphabet et Ultra 020 – chiamata pubblica

14 Febbraio 2020 > 16 Febbraio 2020
Second Hand – Di Seconda Mano / Spazio Comunale di Piazza Forcella, Napoli

Alphabet: Metodo a Napoli. Laboratorio coreografico con Marco Valerio Amico

15 Gennaio 2020 > 17 Gennaio 2020
Fondazione Giorgio Cini / Istituto per il Teatro e il Melodramma, Venezia

Lumière Matière

Tra leggerezza e fatiche di Sisifo, spunta Miles Davis

Marinella Guatterini , Wall Street International

In We Want Miles, in a Silent Way i Nanou, emersi all’inizio del terzo millennio, provano a cimentarsi con il modo di comporre di questo campione di sobrietà e insieme di versatilità che regalò non solo al jazz ma forse a tutta la musica nel suo insieme, un patrimonio ancora vivo. Hanno debuttato pure a New York e a Ravenna Festival: ovunque dimostrando il rigore e la serietà della loro ricerca per la quale hanno persino scelto un docente di cromatologia (Daniele Torcellini) per la collaborazione al dispositivo scenico e per i colori, bellissimi, che invadono lo spettacolo.

L’omaggio al Jazz di Nanou

Vincenzo Sardelli, Krapp's last post

In questo lavoro emerge la matrice Bauhaus della compagnia: l’apertura interdisciplinare, il continuo stimolo ad abolire la separazione tradizionale tra generi e materie artistiche. Nessuna rigidità, molta vitalità, qualche improvvisazione. Il concerto è vissuto dall’esterno e contemplato dall’interno. Fino al tripudio finale di gesto, colore e movimento, all’ingresso in scena della tromba di Davis.

Stratagemmi: We want Miles, in a silent way

Francesca Serrazanetti, STRATAGEMMI - prospettive teatrali

Il contesto “minimalista” di questi riferimenti entra in dialogo con il metodo compositivo di Nanou, ricordandoci come i segni evidenti mettano in moto riflessioni e stratificazioni di complessità. Il sovrapporsi delle informazioni, in We want Miles, vive dell’equilibrio tra le necessità coreografiche (guidate da Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci), la costruzione dello spazio attraverso il colore e la ricerca musicale, nel suono di Roberto Rettura e nelle percussioni dal vivo di Bruno Dorella. Le autorialità delle diverse “parti” sembrano incontrarsi senza che nessun elemento sia dominato da un altro.

We want Miles e l’attraversamento jazz di gruppo nanou

Renzo Francabandera, PAC - PaneAcquaCulture

[…]ci troviamo di fronte ad un’estetica che ha una sua leggibilità molto nitida all’interno del panorama nazionale, sia del physical theatre che della danza.
We want Miles ha un suo ritmo interno, una sua viva e voluta sporcizia di segni fisici contrapposti alla rigida scansione formale in cui vengono accolti: geometrie nitide e proprio per questo superate dal gesto scenico, all’interno del quale non si può non segnalare l’azione calamitante per lo sguardo di Carolina Amoretti. […]

Allegoria davisiana per batteria, corpi e movimenti

Gabriele Rizza, Il Manifesto

A teatro. Il gruppo nanou porta in scena lo spettacolo «We want Miles – In a silent way»

Bene ha fatto il gruppo nanou, gruppo contemporaneo fra i più freschi della scena italiana, a intrecciare in We want Miles, in a silent way, corpi, colori, movimenti, entrate e uscite dei danzatori con l’avvincente crepitio delle percussioni di Bruno Dorella, nel suo originale omaggio al musicista di Alton, approdato (dopo il debutto a New York e il passaggio a Ravenna) a Milano per Danae Festival