05 agosto 2018h. 21.40
ArtCity / Museo Archeologico dell’Agro Falisco, Civita Castellana (VT)

Il colore si fa spazio

Alphabet: progetto di scrittura per una danza possibile
Nanou - Il colore si fa spazio
© Daniele Casadio

Il colore si fa spazio per ArtCity nella splendida cornice del Museo Archeologico dell’Agro Falisco di Civita Castellana (VT). Una installazione coreografica che aprirà le porte per essere attraversata.

progetto: gruppo nanou + Daniele Torcellini

coreografie: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Carolina Amoretti, Sissj Bassani, Rhuena Bracci, Marco Maretti e ospiti
suoni: Roberto Rettura
luci: Marco Valerio Amico + Daniele Torcellini
colori: Daniele Torcellini

prodotto da: Nanou Ass. Cult.
co-prodotto da: Città di Ebla
con il sostegno di: Cantieri Danza, E-production
con il contributo di: MIBACT, Regione Emilia-Romagna, Comune di Ravenna, Fondo per la danza d’autore della Regione Emilia Romagna 2017/2018

Il colore si fa spazio è uno spazio abitato in cui lo spettatore viene invitato ad entrare e a contemplare. Lo spettatore non sarà condotto. Lo spazio stesso è la via designata ma al contempo è lo sguardo che guida il singolo alla scelta di cosa guardare, per quanto tempo, fino a dove inoltrarsi.
Il colore si fa spazio non ha inizio e non ha fine. E’ un tempo di entrata e di uscita da uno spazio. Durante l’evento lo spettatore può entrare e uscire a piacimento.

Il colore si fa spazio è un percorso coreografico che trova nell’astratto la drammaticità del colore. La compagnia di danza contemporanea gruppo nanou, affiancata da Daniele Torcellini (docente di cromatologia per le Accademie di belle arti di Genova e Verona), affronta luce e colore come strumenti per articolare uno spazio tridimensionale entro cui collocare l’attività performativa. Luci, colori e corpi che cambiano nel tempo determinano uno spazio instabile.

Il dispositivo scenico e dei costumi, per mezzo di materiali fortemente connotati cromaticamente, illuminati da luci Led RGB cangianti, enfatizza l’instabilità percettiva perché sia i danzatori, sia il pubblico coinvolto, perdano il senso del confine tra ciò che è e ciò che appare. Le dinamiche relazionali tra luce, colore, spazio e corpi si pongono in un continuo processo di definizione, alterazione, perdita e ricostruzione di assetti, entro un paradigma di instabilità permanente per la affermazione di un continuo spaesamento.


gruppo nanou