La coreografia è politica

Marco Valerio Amico, Teatro Akropolis - Testimonianze ricerca azioni vol. IX, Genova, AkropolisLibri 2018
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ph. © Margherita Masè

POLiTiCa = attività pratica relativa all’organizzazione e amministrazione della vita pubblica; ARTE DEL GOVERNO;
L’etimo della parola mostra l’ambito cui essa si afferisce: la sfera pubblica e comune.
La politica ebbe la sua origine quando sia avvertì l’esigenza di darsi un sistema per assicurare alla collettività la sopravvivenza nello spazio e nel tempo.

  1. La danza è costruzione di spazi e tempi immaginati
  2. Immaginare è un atto politico perché si pone una prospettiva futura, nel tempo
  3. La coreografia è la determinazione delle regole che gestiscono lo spazio e il tempo
  4. Le regole coreografiche generano il corpo
  5. Le regole sono limiti per generare l’incidente creativo
  6. L’incidente creativo è il deragliamento generato dal conflitto delle regole. E’ l’inaspettato, il non conosciuto. E’ l’obiettivo che non può essere determinato a priori ma scovato durante la pratica
  7. Le regole devono tenere conto sempre di tre parametri: spazio, tempo, relazione
  8. La relazione non ha nulla di sentimentale
  9. La relazione è spaziale e temporale
  10. Spazio, tempo e relazione sono come la trinità: non si possono scindere e ognuno comprende gli altri. Non è una bestemmia.
  11. Il corpo è sportivo perché dettato da regole dinamiche e non da immagini
  12. L’immagine è uno scarto dell’azione che applica le regole coreografiche
  13. Luce, suono, scena, corpo sono tutti corpo
  14. Eliminare qualsiasi gerarchia dai linguaggi scenici
  15. La danza si fa politica quando pone al centro un’indagine
  16. L’indagine è l’assunzione di un rischio nell’affrontare una domanda di cui non si conosce ancora la risposta, e non è detto che la si trovi (la risposta)
  17. La domanda, chiara ipotesi o teoria da confutare o convalidare tramite l’esperienza empirica, deve essere definita necessariamente in meno di 140 caratteri (ex-tweet)
  18. L’indagine prevede un tempo di osservazione per comprenderne l’eventuale efficacia
  19. E’ necessario che l’indagine sia evidente
  20. Determinare un’evidenza vuol dire essere leggibili, non necessariamente decifrabili
  21. Il cielo, le stelle sono leggibili ma non necessariamente decifrabili, se non si è studiato astrofisica
  22. L’evidenza non pone domande, se non previste dall’evidenza stessa
  23. L’evidenza permette l’accettazione incondizionata dell’indagine
  24. E’ necessario che l’indagine si faccia progetto
  25. Il progetto è l’indagine strutturata, coordinata che viene proposta a verifica
  26. La proposta si fa spettacolo
  27. Lo spettacolo è una relazione con lo spettatore
  28. Riconfigurare il concetto di spettatore
  29. Riconfigurare lo spettatore
  30. Rileggere attentamente i due punti precedenti. Non sono ripetizioni. Non contengono errori
  31. Lo spettatore è invitato
  32. Accettare l’invito è: predisporsi ad una attività esplorativa, quindi di meraviglia1
  33. Accettare l’invito è: accettare lo spaesamento inteso come modifica, slittamento in avanti delle consuetudini, per accogliere un mondo diverso, un punto di vista non contemplato, un’organizzazione politica
  34. L’invito è: accettare il disagio presupposto nello spaesamento come nuovo agio perché non ancora conosciuto
  35. Se il disagio persiste, consultare il medico
  36. L’azione e lo sguardo assumono la presunzione di coincidere così da essere esattamente in sincrono con la meraviglia dell’accadimento
  37. L’essere coreografo oggi è politico perché non c’è nessuno che ordini di generare un immaginario, di affrontare un rischio e, sopratutto, nessuno ordina di rispettare i punti precedenti, anzi, è consigliato fare il contrario. Eh.

Marco Valerio Amico

P.S.
Se hai letto tutto fino a qui, devo confidarti un segreto:
Non credo nei manifesti perché necessariamente parlano di qualcosa che si è già definito.
Eppure mi rivolgo a questa forma scritta per mettere un punto su quanto raggiunto con la speranza di muovermi oltre. Per farlo ho la necessità di affrontare la forma dell’”affermazione”.
Spero quindi di rinnegare parte di tutto ciò che affermo, non per incoerenza ma per sviluppo necessario di una ricerca che desidera sempre essere in movimento.

P.P.S.
È vero però che ci sono dei principi che cerco di affermare e che al momento non sono negoziabili. Eh.

1

  1. sentimento di viva sorpresa suscitato da qualcosa di nuovo, strano, straordinario o comunque inatteso
  2. persona o cosa che per la sua bellezza o il suo carattere straordinario suscita ammirazione
Marco Valerio Amico, Teatro Akropolis - Testimonianze ricerca azioni vol. IX, Genova, AkropolisLibri 2018

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