25 Novembre 2020h. 18.00
Artificerie Almagià, Ravenna

Alphabet et Ultra: conversazione

alphabet et ultra: conversazione

Alphabet et Ultra è un percorso di formazione coreutica su linguaggi contemporanei e di ricerca che mette a disposizione 10 borse di studio per sostenere 10 danzatori europei, di riconosciuta formazione o avviata professionalità, selezionati tramite audizione.

L’azione è resa possibile grazie al contributo di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, del Comune di Ravenna, della collaborazione e sostegno di E-production, Ravenna Teatro e ATER Fondazione/Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno.

I docenti sono coreografi, registi, drammaturghi, critici e manager culturali che hanno attraversato e attraversano tutt’ora il lavoro di gruppo nanou.

15 giorni tra il Teatro Comunale Laura Betti di Casalecchio di Reno e le Artificerie Almagià di Ravenna, per un lavoro intensivo che mette a disposizione docenti quali: Francesca Proia (coreografa e insegnante di Yoga di livello internazionale), Chiara Lagani (drammaturga per Fanny & Alexander, premio Ubu 2019), Carolina Amoretti (danzatrice di gruppo nanou), Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci (coreografi e direttori artistici di gruppo nanou), Claudio Angelini (direttore del festival Ipercorpo e regista per la compagnia Città di Ebla di Forlì), Michele Mele (manager culturale e curatore di Anagoor), Lorenzo Donati (critico teatrale per Altre velocità), Francesca Serrazanetti (critica teatrale per la rivista Stratagemmi).

Si desidera contribuire alla trasformazione della città di Ravenna come luogo di riferimento per la danza contemporanea e di ricerca europea tracciando una linea formativo-produttiva sul territorio che si affacci oltre i confini nazionali.

Il 25 novembre, alle ore 18.00 presso le Artificerie Almagià, si condividerà l’esperienza con la città di Ravenna attraverso l’esposizione del materiale coreografico affrontato e un incontro pubblico di riflessione sulla danza di ricerca, il suo linguaggio e la sua prossimità con il territorio ravennate.

A seguire, in collaborazione con Ravenna Teatro / Ravenna viso-in-aria, l’incontro “Il corpo e la città: una questione di spazio” con Francesca Proia, Marco Valerio Amico, Monica Francia, Nicola Galli.

≪C’è la sensazione forte che il danzare sia percepito come proibito.
L’attuale situazione, il distanziamento fisico, la paura del contagio, i protocolli da rispettare, il vedere con difficoltà più corpi in scena… questi elementi fanno percepire la danza come una pratica ad oggi proibita.
La danza ha con se il corpo e lo spazio. Durante la chiusura, il corpo è stato lasciato solo in spazi ristretti. L’erotismo, inteso come capacità di attrazione, è stato sublimato attraverso i social network. Ma la danza è carne, ossa, contatto, sudore, fiato… tutte cose che oggi vengono lette con circospezione, almeno nella vita quotidiana.
Il pensiero è quindi di dare valore a questa senso di proibito ristabilendo la percezione di un contatto. Su palco, ci sono protocolli che ci permettono di danzare. Avere coscienza che, pur seguendo il protocollo, si può scatenare un desiderio, anche solo attraverso lo sguardo, di una vicinanza.
Il pubblico, che oggi è in difficoltà quanto noi, credo abbia bisogno di sentirsi partecipe, di sapere che quella danza è davvero con lui e che il suo desiderio di sguardo può essere trasformato in percezione epidermica ritrovando quindi un’esperienza fisica, di partecipazione dal vivo.≫
Marco Valerio Amico

Fondazione del Monte