05 Ottobre 2020

Assenze e dilatazioni dell’Ipercorpo

Viviana Raciti, Teatro e Critica

Conversazione per Arsura dei nanou è uno spazio d’azione i cui gesti ipnotici vibrano e significano pur senza un’identità che li supporti;

gruppo nanou . Conversazione per Arsura . ph. © Gianluca Naphtalina Camporesi Dancer: Rhuena Bracci
gruppo nanou . Conversazione per Arsura . ph. © Gianluca Naphtalina Camporesi Dancer: Rhuena Bracci

[…] Osservando le attività del primo dei due weekend, dilatazione e assenza ritornano come parole chiave delle attività di gruppo nanou, Muta Imago, Paola Bianchi, Teatro Akropolis, Coorpi e dei concerti del duo Cacao e Roberto Villa, ciascuno nelle declinazioni che gli sono proprie. Per esempio, Conversazione per Arsura dei nanou è uno spazio d’azione i cui gesti ipnotici vibrano e significano pur senza un’identità che li supporti; difatti, il corpo di Rhuena Bracci è totalmente coperto, perfino mani e perfino il viso, quasi che a interessare siano la pura generazione di sensazioni ed emozioni. È un corpo che parla pur muovendosi in una «dimensione volutamente non narrativa», come racconta Marco Valerio Amico (coreografo e fondatore della compagnia assieme a Bracci), dice della tensione all’azione, del tentennamento e della spinta alla scelta, «senza che il danzatore-performer tenti di dare un’interpretazione di quanto agisce, ma che si muova agendo a partire da parametri spaziali e ritmici». È dunque innanzi tutto nella drammaturgia ritmica del corpo e del tappeto sonoro e luministico che si trovano questi inneschi all’azione; mentre, nell’incontro con Marina Bertoni e Marco Maretti che subentrano in un secondo momento, il percorso acquisisce una dimensione più eminentemente relazionale nonostante i tre proseguano una danza autonoma, in questo spazio di luci rosse e blu. I tre sembrano inseguire ombre di sensazioni prettamente fisiologiche che si riversano nella camminata strascicata e rapida, nelle spalle che si ricurvano, nelle cadute continue, nel voler continuamente sfuggire dalla centralità, divenendo terra arida loro stessi, in fibrillazione, in attesa di essere inondati, verso una nuova trasformazione di stato. […]

Viviana Raciti, Teatro e Critica