Il primo progetto della serata, fruito nella Sala Sant’Anna del bellissimo complesso di origine conventuale che ospita Dance Gallery, è di gruppo nanou e condivide con Fuori quadro, di cui abbiamo parlato nella prima parte della narrazione del festival, tanto la volontà di ripensare il legame fra le arti come luogo metaforico di azione e relazione, sia di un’estetica cromatica e compositiva.

Camera 2046
Foto: Lorenzo Pasini
Si parla qui di Camera 2046, un’opera che nasce all’interno del progetto più ampio Overlook Hotel, esplorando il legame profondo tra coreografia e linguaggio cinematografico. Il titolo richiama la stanza del capolavoro di Wong Kar Wai e lo spettacolo si presenta come un solo coreografico per Marina Bertoni, presenza performativa che già si era distinta per nitore del gesto nella performance nello spazio della Galleria Nazionale per Fuori quadro, appunto, in cui una presenza dal volto nascosto si manifesta e si dissolve, animando lo spazio con luci e ombre che evocano l’intimità quotidiana e l’astrazione dei dipinti di Francis Bacon. La presenza di gruppo nanou al festival, già sostenuta da un percorso di residenza artistica a Perugia, conferma la vocazione di Umbria Danza Festival come piattaforma per la ricerca coreografica più audace, capace di interrogare i linguaggi e di tessere dialoghi inaspettati tra la scena contemporanea e la memoria del patrimonio culturale.