Mondo immondo: visioni estatiche da Guercino. Foto: Daniele Casadio.

Fuori quadro

Foto: Daniele Casadio

La Galleria Nazionale dell’Umbria si conferma anche in questo secondo weekend uno dei luoghi pulsanti della riflessione artistica del festival, un museo stupendo, con alcune opere d’arte incredibili e luogo dove la danza contemporanea dialoga con il patrimonio storico-artistico in un rapporto di vera e propria risignificazione, come fu l’anno scorso con l’intervento di Nicola Galli e quest’anno con Fuori quadro il progetto di gruppo nanou. Il collettivo ravennate, da sempre impegnato in una ricerca che esplora il confine tra corpo, immagine e spazio, propone un dispositivo performativo pensato specificamente per le pinacoteche e in particolare in un dialogo di cromie e gesti con l’arte del Cinquecento e Seicento.
Il corpo dei danzatori, guidato dalle coreografie di Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci, abita lo spazio espositivo cercando una chiave di ingresso nei dipinti e incrociando la meditazione dello stare con gesti e suoni minimali con la presenza di dipinti meravigliosi, con l’intento di prolungarne le tensioni, la luce, il colore e le pieghe, “estensione instabile delle immagini”. In un gioco di slittamenti tra figura e fondo, tra tela e sala, il pubblico, metaforicamente avvolto da stoffe dorate e blu prussia, tappeti color vinaccia su cui con lentezza e gesto ponderato si muovono i tre interpreti, è chiamato a varcare una serie di soglie, dove la memoria iconografica si confonde con la percezione immediata del corpo che si muove, facendo della cornice un campo sensibile da attraversare.

21/06/2026 - Renzo Francabandera, PAC PaneAcquaCulture