Un debutto:
Insieme a voi, in presenza e con questa newsletter, abbiamo seguito Stefania con il suo lavoro dall’Italia a Seoul, passando per Potsdam, Amburgo e Parigi, sempre accompagnati da Orbita Spellbound. Ora Madeleine in anteprima alle Fonderie Limone sabato 10 e domenica 11 ottobre, poi residenza a Bassano dal 14 al 24 per le messe a punto; infine mercoledì 28 ottobre, al Teatro Grande di Brescia si va in scena.
Trovate il teaser su Vimeo.
In giro:
Sabato 10 e domenica 11, Rhu è con il Teatro della Valdoca al Teatro Petrella di Longiano.
Sabato 17 e domenica 18 ottobre, Aurelio conduce un laboratorio a Milano.
Monica, Zoe e Ida, sabato 24 e domenica 25, fanno allenamenti per spettri a Forte Marghera, con Live Arts Cultures.
Venerdì 30 e sabato 31 ottobre, ci trovate con redrum a Bologna da Gender Bender nelle cantine del Palazzo Bentivoglio. Ci sarà pure un bar bellissimo.
Foto, musica, video, letture e social network:
C’è un nuovo EP degli OvO fresco fresco di pubblicazione.
Da Hangartfest e Villa Imperiale, c’è un bel video fatto da Culto, memoria suggestiva di quanto accaduto, sul Magazine Artuu trovate il racconto di Cecilia Casadei e su Hypercritic Antonio Cioffi e Paolo Paggi ripercorrono il festival, con un ricordo speciale per goldroom. Ci sono le foto di Daniele Casadio e quelle di Lorenzo per Specie di spazi a Manualetto con Armonika. A detta di molti, una Berlino del 1997.
Ci sono le foto di Laura per Camera 2046.
Ci sono le foto di Daniele Carnevale a Villa i Tigli per perAspera.
C’è il primo videoclip dalla colonna sonora di goldroom.
Su ATeatro, uno sguardo su Sport visto a Fisiko!
Se ci state vedendo meno su Facebook è che il social network ora permette alle pagine di postare al massimo due link esterni al mese, se non a pagamento. Va capito cosa fare lì, come lo abbiamo capito su Instagram. Serve un progetto. Ci pensiamo. Male che vada vi scriveremo qualche volta in più, se vi va.
Musiche di coda:
La rubrica musicale che chiude la nostra newsletter è affidata a Francesca Morello aka R.Y.F., Stefania Pedretti aka Alos e Bruno Dorella.
B.D.: Loro sono stati Pussy Galore negli anni 90, poi Royal Trux nei 2000, oggi sono Black Bananas. Hanno ingurgitato quantità di droghe inimmaginabili, successo manco a parlarne, avranno 135 anni. Ma hanno sempre fatto musica libera, seguendo una loro visione fuori dal tempo eppure sempre sul pezzo. Torbidi, sensuali e tossici anche a 135 anni.
R.Y.F.: volevo essere romantica ma poi ho cambiato idea, o forse no.
Alos?: Ho scelto questo brano di un’artista che ammiro molto. Sono stata da poco a Bomarzo, nel meraviglioso Parco dei Mostri, e trovo che le musiche che lei ha composto ispirandosi a quel luogo siano davvero in sintonia con il paesaggio: camminando si osservano queste sculture giganti, “spaventose” ai loro tempi.
Il primo volume di Musiche di coda lo puoi trovare su Apple Music e su Spotify e anche il secondo lo puoi ascoltare su Apple Music e su Spotify.
Un’appendice. Dobbiamo parlare di soldi.
Nello spettacolo dal vivo si sta discutendo del rinnovo del contratto nazionale per i lavoratori. Per chi di voi non lo sapesse, la minima salariale per un danzatore italiano è oggi intorno ai 72 euro lordi giornalieri. In Francia è circa 163, nella vicina Austria 136.
Il solo recupero del potere d’acquisto perso porterebbe la minima a circa 88 euro. Sarebbe opportuno arrivare almeno a 100 euro lordi per garantire una dignità.
Però il sistema culturale europeo si basa sul finanziamento pubblico e, soprattutto in Italia, quel finanziamento non sta crescendo.
L’Italia è terzultima nell’investimento in cultura nell’Unione Europea. Pur essendo nel G7.
Se i contratti cambiassero oggi, a parità di risorse pubbliche, molti posti di lavoro andrebbero perduti, nello spettacolo e in tutto il comparto culturale, già in difficoltà da tempo. A pagarne i costi più alti sarebbero le piccole e medie realtà, come la nostra, le realtà che lavorano nella ricerca e che non hanno alcun margine di bilancio per trovare quelle risorse mancanti.
L’adeguamento è una necessità sacrosanta e va sostenuto da tutto il sistema. Noi compagnie, sindacati, lavoratrici, lavoratori e artisti siamo dalla stessa parte: salari dignitosi e risorse pubbliche adeguate sono due facce della stessa richiesta. Ognuno di noi siede da qualche parte: a una trattativa, in un’associazione, a un incontro con le istituzioni. È lì che questa consapevolezza può diventare un’azione comune. La cultura è un diritto per tutta la società.



Specie di spazi - Spazio Z.A.R.A. Ravenna
Foto: Lorenzo Pasini