Recensione di Arsura a firma di Davide Sannia, pubblicata su KLP – Krapp’s Last Post in occasione del festival Testimonianze Ricerca, Azioni 2025 diretto da Teatro Akropolis. Un lavoro di sottrazione, apparizione e tempo alterato.

Arsura
Foto: Lorenzo Pasini
[...]
Di segno completamente diverso, ma altrettanto radicale, è “Arsura” del Gruppo Nanou, un lavoro che sembra nascere da un movimento di sottrazione. Rhuena Bracci attraversa lo spazio come un’apparizione, un corpo reso “figuro”, privo di identità riconoscibile, immerso in una composizione di luci e colori che costruisce un paesaggio più mentale che narrativo. L’azione procede per apparizioni e dissolvenze, come una sequenza cinematografica interrotta, come un sogno che non si lascia possedere.
Nanou continua la propria ricerca sul rapporto tra corpo, immagine e suono, restituendo allo spettatore una percezione alterata del tempo, un luogo in cui la storia è assente e ciò che resta è una qualità del vedere.
È un’esperienza che chiede disponibilità, non interpretazione: essere presenti al vuoto, lasciarsi attraversare dalla sua arsura.
[...]