films

I video integrali (Films) degli spettacoli di gruppo nanou che hanno almeno 10 anni di vita, trovano qui lo spazio per la memoria, per continuare a marcare quel percorso di ricerca coreografica che la compagnia sta continuando sviluppare.

Motel – Prima stanza, video integrale

Motel

videomaking: Giulia Fontanini

In occasione del decimo anniversario della “Prima Stanza” del progetto Motel, rendiamo pubblico il video integrale realizzato da Giulia Fontanini.
Era l’8 dicembre 2008.
La compagnia aveva vinto il premio di produzione “Fondo Fare Anticorpi”.
Si dava inizio al progetto Motel, che avrebbe impegnato la compagnia fino al 2011 producendo tre spettacoli che avrebbero dato vita ad una trilogia, un vero e proprio spettacolo in tre atti che segnò il linguaggio di gruppo nanou e il suo rapporto con la fotografia e il cinema.
Una coreografia minimale scritta nel più piccolo dettaglio per costruire una sequenza fotografica ispirata a i quadri di Edward Hopper.

Con la Prima Stanza, si determinò l’incontro con il light designer Fabio Sajiz che seguì tutta la trilogia e che tutt’ora è collaboratore di progetti presenti e futuri.
La fotografa Laura Arlotti seguì interamente il progetto vincendo, con le sue foto, il premio Hystrio per la fotografia e presentando gli scatti a Lisbona per “Luz Negra” nel 2018.
La Prima Stanza di Motel ha toccato piazze importanti come Unidram (Potsdam, DE), Les Brigittines (Bruxelles, B), Nu Dance Fest (Bratislava, SL), Centrale Fies (Dro, IT), Fabbrica Europa (Firenze, IT), Interplay (Torino, IT) e tante altre.  

sulla conoscenza irrazionale dell’oggetto [tracce verso il nulla]

Desert-Inn [Il quarto uomo]

Namoro

Video integrale dello spettacolo “Namoro”, prima produzione di Nanou che determinò la relazione coreografica tra i linguaggi artistici che contraddistingue questo ensemble.

di e con: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
suono: Roberto Rettura

vincitore del concorso GD’A – Giovani Danz’Autori 2004/2005

In Portoghese Namoro è il periodo di relativa intimità che di solito precede il fidanzamento ufficiale. Piuttosto che tradurlo con “flirt”, “amoreggiamento” e simili, si è preferito mantenere l’originale.

In una visione del discorso amoroso essenzialmente frammentaria, svolazzante, rispettando la radicale discontinuità della tormenta di linguaggio che infuria nella testa innamorata: la storia non fa mai presa. Le voci del racconto vanno e vengono, svaniscono, si accavallano, non si sa chi parla: qualcuno parla e basta; non vi è più immagine; ma solo linguaggio. Ma l’altro non è un testo; è un’immagine, una e coalescente. L’azione mi comprende perché io sono l’innamorato, ma non ha sviluppo. Si potrebbe ridefinire una distanza, con il senno di poi, perché io ho individuato il mio oggetto amoroso ma non ne faccio parte, non più, non mai. L’oggetto amoroso è un oggetto delicato, lontano, che mi piace guardare, osservare, perché ne sono rapito.