films

I video integrali (Films) degli spettacoli di gruppo nanou che hanno almeno 10 anni di vita, trovano qui lo spazio per la memoria, per continuare a marcare quel percorso di ricerca coreografica che la compagnia sta continuando sviluppare.

Motel – Anticamera, video integrale

Motel

In occasione del decimo anniversario del progetto MOTEL, rendiamo pubblico il video integrale dell’ultimo episodio della trilogia, ANTICAMERA.
Dopo i riconoscimenti ottenuti con i primi due episodi, con l’aiuto produttivo del Festival Equilibrio / Armunia e l’allora direttore artistico Andrea Nanni e di Schloss Broellin, gruppo nanou scommette sul finale.
ANTICAMERA decostruisce ulteriormente la drammaturgia dei primi due episodi dissipando gli interni borghesi che avevano caratterizzato l’immaginario del progetto coreografico. Le scenografie si trasformano da elementi “realistici” in geometrie e spazi visionari.
Le scene, realizzate da Giovanni Marocco, portarono la compagnia al ballottaggio per il Premio Ubu 2012.
Con l’arrivo di ANTICAMERA, la trilogia si completa dando vita ad uno spettacolo in tre atti e una durata scenica complessiva di un’ora e trenta minuti. Una coreografia minimale scritta nel più piccolo dettaglio per costruire una sequenza fotografica ispirata a i quadri di Edward Hopper, poi dissolta con questo finale.
ANTICAMERA tocca piazze importanti europee come Nu Dance Fest (Slovacchia), Teatro Comunale di Vicenza (Italia), Unidram (Germania), Centrale Fies (Italia), e tante altre.

Motel – Anticamera

di: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci, Marco Maretti
suono: Roberto Rettura
scene: Giovanni Marocco
light design: Fabio Sajiz

prodotto da: Festival Armunia
con il sostegno di: Schloss Broellin

Motel – Seconda stanza, video integrale

Motel

videomaking: Giulia Fontanini

In occasione del decimo anniversario della “Seconda Stanza” del progetto Motel, rendiamo pubblico il video integrale realizzato da Giulia Fontanini.
Era l’8 maggio 2010.
La compagnia aveva trovato supporto produttivo da Teatro Era, Fabbrica Europa e ZTL-Pro, quest’ultima era l’unione di alcune realtà indipendenti romane che avevano trovato delle economie per sostenere produttivamente la danza e il teatro di ricerca. Tra queste realtà c’era il Rialto che ora sta affrontando delle problematiche importanti.
Proseguiva il progetto Motel, che avrebbe impegnato la compagnia fino al 2011 producendo tre spettacoli che avrebbero dato vita ad una trilogia, un vero e proprio lavoro in tre atti che segnò il linguaggio di gruppo nanou e il suo rapporto con la fotografia e il cinema.
Una coreografia minimale scritta nel più piccolo dettaglio per costruire una sequenza fotografica ispirata a i quadri di Edward Hopper.

Con la Seconda Stanza, si confermò l’incontro con il light designer Fabio Sajiz che seguì tutta la trilogia e che tutt’ora è collaboratore di progetti presenti e futuri.
La fotografa Laura Arlotti seguì interamente il progetto vincendo, con le sue foto, il premio Hystrio per la fotografia e presentando gli scatti a Lisbona per “Luz Negra” nel 2018.
La Seconda Stanza di Motel ha toccato piazze importanti come Unidram (Potsdam, DE), Les Brigittines (Bruxelles, B), Centrale Fies (Dro, IT), Fabbrica Europa (Firenze, IT), Inequilibrio (Castiglioncello, IT) e tante altre.  

Motel – Seconda stanza

di: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci, Marco Maretti
suono: Roberto Rettura
light design: Fabio Sajiz
scene: Antonio Rinaldi

prodotto da: Nanou Ass. Cult.
co-prodotto da: Fondazione Pontedera Teatro, Fondazione Fabbrica Europa, ZTL-Pro
in collaborazione con: Palladium – Università Roma Tre
con il contributo di: Regione Emilia-Romagna Assessorato alla Cultura
con il sostegno di: Cantieri, Centrale Fies, L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Ravenna Teatro, Città di Ebla

Motel – Prima stanza, video integrale

Motel

videomaking: Giulia Fontanini

In occasione del decimo anniversario della “Prima Stanza” del progetto Motel, rendiamo pubblico il video integrale realizzato da Giulia Fontanini.
Era l’8 dicembre 2008.
La compagnia aveva vinto il premio di produzione “Fondo Fare Anticorpi”.
Si dava inizio al progetto Motel, che avrebbe impegnato la compagnia fino al 2011 producendo tre spettacoli che avrebbero dato vita ad una trilogia, un vero e proprio spettacolo in tre atti che segnò il linguaggio di gruppo nanou e il suo rapporto con la fotografia e il cinema.
Una coreografia minimale scritta nel più piccolo dettaglio per costruire una sequenza fotografica ispirata a i quadri di Edward Hopper.

Con la Prima Stanza, si determinò l’incontro con il light designer Fabio Sajiz che seguì tutta la trilogia e che tutt’ora è collaboratore di progetti presenti e futuri.
La fotografa Laura Arlotti seguì interamente il progetto vincendo, con le sue foto, il premio Hystrio per la fotografia e presentando gli scatti a Lisbona per “Luz Negra” nel 2018.
La Prima Stanza di Motel ha toccato piazze importanti come Unidram (Potsdam, DE), Les Brigittines (Bruxelles, B), Nu Dance Fest (Bratislava, SL), Centrale Fies (Dro, IT), Fabbrica Europa (Firenze, IT), Interplay (Torino, IT) e tante altre.  

Motel – Prima stanza

di e con: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
suono: Roberto Rettura
light design: Fabio Sajiz
scene in collaborazione con: Antonio Rinaldi

prodotto da: Nanou Ass. Cult.
co-prodotto da: Fondo Fare Anticorpi
con il sostegno di: Cantieri, Centrale Fies, L’Arboreto – Teatro Dimora di Mondaino, Città di Ebla, Teatro Fondamenta Nuove

sulla conoscenza irrazionale dell’oggetto [tracce verso il nulla]

Desert-Inn [Il quarto uomo]

Namoro

Video integrale dello spettacolo “Namoro”, prima produzione di Nanou che determinò la relazione coreografica tra i linguaggi artistici che contraddistingue questo ensemble.

di e con: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
suono: Roberto Rettura

vincitore del concorso GD’A – Giovani Danz’Autori 2004/2005

In Portoghese Namoro è il periodo di relativa intimità che di solito precede il fidanzamento ufficiale. Piuttosto che tradurlo con “flirt”, “amoreggiamento” e simili, si è preferito mantenere l’originale.

In una visione del discorso amoroso essenzialmente frammentaria, svolazzante, rispettando la radicale discontinuità della tormenta di linguaggio che infuria nella testa innamorata: la storia non fa mai presa. Le voci del racconto vanno e vengono, svaniscono, si accavallano, non si sa chi parla: qualcuno parla e basta; non vi è più immagine; ma solo linguaggio. Ma l’altro non è un testo; è un’immagine, una e coalescente. L’azione mi comprende perché io sono l’innamorato, ma non ha sviluppo. Si potrebbe ridefinire una distanza, con il senno di poi, perché io ho individuato il mio oggetto amoroso ma non ne faccio parte, non più, non mai. L’oggetto amoroso è un oggetto delicato, lontano, che mi piace guardare, osservare, perché ne sono rapito.