Oniriche Visioni

Agnese Bellato, Il Tamburo di Kattrin

di Agnese Bellato
da Il Tamburo di Kattrin

http://www.iltamburodikattrin.com

Recensione a Sulla conoscenza irrazionale dell’oggettoGRUPPO NANOU

L’atmosfera di Sulla conoscenza irrazionale dell’oggetto, di e con Marco Valerio Amico e Rhuena Bracci, è precisa dal primo istante: come in una visione delirante – o meglio -, in un incubo, appaiono creature inquietanti, deformate, non umane. Sono due figure che, diverse tra loro, condividono lo stesso ambiente: vivendolo, esplorandolo, soffrendo e giocando. I due corpi distorti nella postura o in espressioni atroci compongono quadri che evocano gli esseri mostruosi dei dipinti di Bosch, le spalancate bocche di Bacon; sono corpi che avanzano rovesciati quasi a ricordare possessioni diaboliche, scattanti nel buio, barcollanti, striscianti nella penombra che avvolge il palco.

Le due creature, prive di un linguaggio verbale articolato a tratti, scrivono su una lavagnetta frasi sensate alternate a composizioni deliranti. Si esprimono attraverso gesti, con propri caratteristici passi e andature, con salti e cadute; oppure versi strillati, quasi rapaci, parole sussurrate e grida.  Sono creature isolate nelle proprie rispettive esistenze, vivono esprimendosi nelle loro mostruosità senza soffrire la mancanza di parola, prive di frustrazione o senso di impotenza, sono corpi pieni di energia. Ma i due esseri sembrano non rivolgersi mai l’un l’altro: qualche volta si avvicinano, forse si studiano quando sono in prossimità dello stesso luogo, ma non giungono mai ad un contatto. L’ambiente sonoro curato da Roberto Rettura scivola dolcemente in un cambiamento totale d’atmosfera con l’entrata di un caldo e umano suono di sax che irrompe nella scena. Ecco che avviene la trasformazione: lui e lei, ora uomo e donna, sono l’una davanti all’altro, pronti a ballare una danza già fredda e morta. Pochi secondi, basta uno sguardo e l’urlo straziante di lei che lo fugge sembra voler strillare la mostruosità della condizione umana e la straziante consapevolezza afferrata nell’immediatezza di un attimo.

Una nota di merito va a Rhuena Bracci che incanta e inquieta con l’espressività del suo corpo, testimone di grande studio e preparazione tecnica. Sulla conoscenza irrazionale dell’oggetto è il frutto appena maturo dello studio Tracce verso il nulla iniziato nel 2007. In un linguaggio visivo e sensoriale Il GRUPPO NANOU cerca empaticamente il suo fruitore senza necessità di una narrazione razionale e propone un lavoro suggestivo, frammentario e imprevedibile come lo sono i sogni, in cui il filo conduttore non può emergere dalla superficie.

Visto al PIM Spazio ScenicoMilano

Agnese Bellato

Agnese Bellato, Il Tamburo di Kattrin


gruppo nanou