27/11/2021 H. 17.30 [Prima assoluta] - Cinema Massimo 3, Torino Film Festival

Martedì 30 novembre ore 22.45 – Cinema Massimo 3
Mercoledì 1 dicembre ore 18.00 – Cinema Monterosa (replica in periferia – sala Acec)

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PARADISO Video Bozzetto Still Video. Torino Film Festival

Paradiso [Video Bozzetto] - © 313 film production. dancer: Marina Bertoni

Paradiso è un progetto collettivo della compagnia di danza di ricerca contemporanea gruppo nanou, l'artista Alfredo Pirri e il musicista Bruno Dorella. Il suo percorso inizia nel 2021 e prosegue fino a luglio 2022 attraverso appuntamenti, bozzetti, intesi come il progressivo approfondimento e sviluppo di ricerche e sperimentazioni per la costruzione di un processo performativo che mette in campo la relazione tra linguaggi diversi.
Il video presentato al Torino Film Festival è una deriva, un ulteriore bozzetto, uno sguardo di Giulio Boato sull’operazione in corso che si appropria della visione scenica per restituirla in altra veste mantenendo i principi di lavoro che ci stanno guidando nella realizzazione dell’opera.

Paradiso [Video Bozzetto]

Produzione video: 313 film production
Concept: Marco Valerio Amico e Giulio Boato
Riprese: Giulio Boato e Laura Accardo
Montaggio: Giulio Boato
Musica originale: Bruno Dorella

Tratto dal progetto "Paradiso" di: gruppo nanou, Alfredo Pirri, Bruno Dorella
Coreografie: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
Spazio scenico: Alfredo Pirri
Musiche: Bruno Dorella
Luci: Marco Valerio Amico
Colori: Marco Valerio Amico, Alfredo Pirri
Costumi: Rhuena Bracci

Con: Carolina Amoretti, Marina Bertoni, Vera Borghini, Rhuena Bracci, Marco Maretti, Michele Scappa
E i diplomati (2019) del Post Diploma – Corso Danzatore della Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi” di Milano: Livia Bartolucci, Alessandra Cozzi, Elisabetta Da Rold, Agnese Gabrielli, Nicolò Giorgini, Simone Mazzanti, Camilla Neri, Francesca Rinaldi, Pablo Ezequiel Rizzo, Bruna Romano

Lo spettacolo PARADISO è prodotto da: Nanou Associazione Culturale, Ravenna Festival
Con il contributo di: Comune di Ravenna – Assessorato alla Cultura, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna
In collaborazione con: Civica Scuola di Teatro “Paolo Grassi” di Milano
Con il sostegno di: Centro di Residenza della Toscana (Armunia-CapoTrave/Kilowatt), E Production, ATCL Circuito Multidisciplinare del Lazio per Spazio Rossellini Polo Culturale Multidisciplinare della Regione Lazio, C.U.R.A. Centro Umbro Residenze Artistiche, Spazio ZUT!, Indisciplinarte, La Mama Umbria International,

Biografie

Marco Valerio Amico, diplomatosi nel maggio 2001 presso la Civica Scuola di Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Si perfeziona come danzatore e coreografo con Monica Francia e Michele Di Stefano.
È interprete dal 2000 al 2003 nelle produzioni di Monica Francia.
Nel 2005 è interprete nello spettacolo Real Madrid di MK, coreografie di Michele Di Stefano.
Nel 2004 fonda, insieme a Rhuena Bracci e Roberto Rettura, la compagnia gruppo nanou. Le produzioni hanno attraversato piazze importanti quali: Fabbrica Europa (Italy), Santarcangelo Festival of The Arts (Italy); Teatro Comunale di Ferrara (Italy); Drodesera (Italy); Les Brigittines (Belgium); Unidram (Germany); Nu Dance Fest (Slovensko), La MaMa ETC (USA).
La compagnia vince il premio Giovani Danz’Autori 04/05, Moving_Movimento 2007, 4 cantieri per Fabbrica Europa 2008, Fondo per la danza d’autore Emilia-Romagna 2014 e 2016.

Giulio Boato (Venezia, 1988) è regista e montatore. Ha studiato arti visive e dello spettacolo all'Università di Venezia, Bologna, Bordeaux e Parigi3, e attualmente vive in Francia, a Bordeaux.
Nel 2012 realizza la sua prima opera di videoarte (premiata in diversi festival italiani), insieme al compositore e sound designer Lorenzo Danesin, con cui da allora ha lavorato a tutti i suoi progetti, teatrali e cinematografici. Nel 2013 Boato e Danesin hanno fondato il collettivo teatrale DOYOUDaDA, insieme all'attrice e violoncellista Juliette Fabre. La loro ricerca si è evoluta nel tempo, mescolando presenze dal vivo, paesaggi sonori e installazioni video.
Nel 2015 Boato ha realizzato il suo primo documentario su Jan Fabre (Jan Fabre – Beyond the artist). La sua collaborazione con Fabre è poi proseguita co-dirigendo la diretta televisiva del suo spettacolo teatrale di 24 ore Mount Olympus (2017) e realizzando due film brevi sulle mostre di Fabre Among Spiritual Guards (2016) e Glass and Bones(2017), quest'ultimo premiato come miglior cortometraggio documentario al Master Doc Film Festival di Los Angeles. Boato ha montato Surrender, un film diretto da Phil Griffin sul processo di creazione del Mount Olympus.
Nel 2018 ha presentato al The Segal Center di New York il film Theatron | Romeo Castellucci, presentato in prima italiana al Biografilm Festival di Bologna. Theatron è stato premiato come miglior documentario al New Renaissance Film Festival di Londra 2018 e come miglior film sulla performance al Fine Arts Film Festival di Los Angeles 2019.
Nel 2019 ha realizzato un film sull'artista multimediale giapponese Shiro Takatani, selezionato in concorso al FIFA 2019 di Montreal (The International Festival of Film on Art). Shiro Takatani – between nature and technology è stato presentato in anteprima al RomaEuropa Festival 2019 dove è stato proiettato anche il suo film Rivale, un lavoro cinematografico tra film e opera, basata sulla musica della compositrice italiana contemporanea Lucia Ronchetti.
Insieme a Lorenzo Danesin, ha diretto L'uomo che cammina – The walking man (2019), una videoinstallazione immersiva basata su una performance paesaggistica di DOM-, selezionata in concorso a FIFA 2020.
Nel 2021 ha fondato la casa di produzione cinematografica 313 film production insieme a Lorenzo Danesin e Laura Belloni.

Nota di produzione

Filmare la performance, la danza, il movimento nello spazio scandito dal tempo è da anni il campo d’indagine di Giulio Boato. Ogni performance richiede una diversa strategia per dialogare con il video, una diversa “tecnica di traduzione”. Il cortometraggio PARADISO [VIDEO BOZZETTO] non ha lo scopo di spiegare, ma quello di accompagnare lo spettatore attraverso un flusso, una metamorfosi. Si è cercato di costruire – tramite il montaggio delle immagini di alcune giornate di lavoro – un “racconto per immagini e suono” di un luogo attraversato nel tempo dalla danza, dalla luce, dalla materia, dall’umano, restituendo quell’insieme di cerchi concentrici che si trasformano a vicenda, in costante mutamento, che sono alla basa dell’opera.

Giulio Boato