J.D.

di: Marco Valerio Amico, Rhuena Bracci
con: Sissj Bassani, Anna Basti, Alessia Berardi, Rhuena Bracci, Marco Maretti, Anna Marocco
suono: Roberto Rettura
scene e luci: Giovanni Marocco

John Doe è un nome usato solitamente nel gergo giuridico statunitense per indicare una persona la cui identità è sconosciuta, come nel caso del ritrovamento di un cadavere non identificato fino al momento del suo riconoscimento.

Facciamo riferimento alla figura di John Doe, un concetto di assenza di identità, applicato al corpo, alla costruzione coreografica, alle luci e agli eventi narrativi.

Un elenco di situazioni e azioni si susseguono lasciando tracce di racconti sempre incompleti. Come osservando una fotografia, possiamo solo immaginare cosa è successo e cosa accadrà ai personaggi che appaiono per pochi istanti. 
Un cadavere già seppellito di cui si è smessa di cercare
 l’identità.

Come nei racconti di Carver, l’identità dei personaggi e dei luoghi perdono di importanza.
È una traccia, un’evidenza. 
TRACCIA come ECO, RIVERBERO, FANTASMA che appartiene al luogo in cui viene trovata.
 È l’opposto di un indizio.


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